Isole Tremiti in barca: itinerario tra San Domino, San Nicola e Capraia
Cinque isole davanti al Gargano, un mare che vira al turchese, grotte che si infilano nella roccia e un'abbazia che domina il canale. Le Tremiti sono un arcipelago piccolo ma denso, perfetto da scoprire in barca: in pochi giorni si fa il giro completo. A patto di conoscere le regole della riserva marina, che qui non sono un dettaglio.

Mappa © OpenStreetMap · tracciato indicativo, non per la navigazione
In questa guida
Un arcipelago in miniatura
Le Isole Tremiti sono l'unico arcipelago italiano dell'Adriatico, una manciata di terre emerse a poche miglia dalla costa garganica, in provincia di Foggia. Sono cinque: San Domino, la più grande e la più verde dell'arcipelago; San Nicola, l'isola del centro storico e dell'abbazia; Capraia (chiamata anche Caprara), disabitata e selvaggia; il piccolo Cretaccio, uno scoglio argilloso tra le due isole principali; e Pianosa, lontana e off-limits.
In barca il fascino è doppio: si vive il canale tra San Domino e San Nicola, dove si concentrano gli ormeggi, e si gira intorno alle isole per scoprire grotte e archi naturali che da terra non si vedono. Tutto l'arcipelago, con i suoi fondali, è protetto: nel 1989 è stata istituita la Riserva Naturale Marina delle Isole Tremiti, affidata in un primo tempo alla Capitaneria di Porto di Manfredonia e, dal 1995 — con la nascita del Parco Nazionale del Gargano — gestita dall'Ente Parco.
San Domino: cale e grotte
San Domino è la tappa più scenografica per chi naviga. L'unica vera spiaggia di sabbia dell'arcipelago è Cala delle Arene, vicino al porticciolo: un fazzoletto chiaro incassato tra la pineta e il mare, ottimo per una sosta a riva.
Il vero spettacolo, però, è il giro delle grotte lungo la costa occidentale e meridionale. La più celebre è la Grotta del Bue Marino, una cavità profonda che prende il nome dalla foca monaca che un tempo vi trovava rifugio: vi si entra con il tender o con i gozzi locali quando il mare lo consente. Poco distante c'è l'Architiello, un arco di roccia che incornicia il blu, e una sequenza di calette e grotte minori che si succedono lungo la scogliera.
Il giro delle grotte si fa con mare calmo e poco vento. Se non avete un tender adeguato o c'è onda, affidatevi ai gozzi che partono dal porto di San Domino: conoscono ingressi e tempi giusti.
San Nicola: l'abbazia sul mare
San Nicola è il cuore storico e monastico dell'arcipelago. Mentre San Domino è la natura, qui domina la pietra: un borgo fortificato che si arrampica dal porticciolo fino alla sommità, racchiuso da mura e bastioni.
Il monumento simbolo è l'abbazia di Santa Maria a Mare, complesso benedettino-cistercense le cui origini risalgono al Medioevo, con stratificazioni successive: custodisce opere d'arte di epoche diverse, per il cui dettaglio conviene affidarsi alle schede ufficiali dell'Ente Parco. Dal mare l'insieme — abbazia, torri e mura sul ciglio della scogliera — è una delle immagini più riconoscibili delle Tremiti. Vale la sosta a terra: si lascia la barca in rada nel canale e si sale a piedi.
Capraia, Cretaccio e Pianosa
Capraia (o Caprara) è disabitata: scogli, gabbiani e macchia bassa. È il regno delle immersioni e dello snorkeling, tra archi naturali di roccia e fondali limpidi.
Proprio nelle acque di Capraia, a circa quattordici metri di profondità, riposa la statua sommersa di Padre Pio, opera bronzea posata sul fondale nel 1998: una delle mete subacquee più note dell'Adriatico, raggiungibile con una semplice immersione o, nelle giornate limpide, intuibile anche dalla superficie.
Tra San Domino e San Nicola affiora il Cretaccio, scoglio di argilla giallastra modellato dal mare, isolotto che si gira ma su cui non si sbarca. Più a nord-est, a circa una dozzina di miglia dalle altre isole, c'è Pianosa: piatta, remota e protetta dal regime più rigido della riserva. Qui non si naviga, non si nuota, non si pesca.
Le regole della riserva marina
La riserva marina è suddivisa in tre zone a tutela decrescente. Conoscerle prima di mollare gli ormeggi evita sanzioni e danni ai fondali.
| Zona | Dove | Cosa è ammesso |
|---|---|---|
| Zona A (riserva integrale) | Mare intorno a Pianosa | Accesso vietato: niente navigazione né balneazione, salvo ricerca scientifica autorizzata |
| Zona B (riserva generale) | Parte delle acque di San Domino (tra il faro di Punta della Provvidenza e Punta Secca) e parte di Capraia | Balneazione, visite guidate anche subacquee, ormeggio nei campi boe predisposti |
| Zona C (riserva parziale) | Tutte le acque intorno a San Nicola e il resto del mare di San Domino e Capraia non compreso in Zona B | Attività di fruizione del mare a basso impatto |
Pianosa è Zona A di riserva integrale: l'accesso è interdetto. Il divieto non è solo ambientale — sui fondali sono segnalati ordigni bellici inesplosi. Niente deroghe, salvo autorizzazione dell'Ente gestore per scopi scientifici.
Nelle zone dove l'ormeggio è consentito si usano i campi boe predisposti: ci si lega al gavitello invece di calare l'ancora, per non rovinare la prateria di posidonia. La pesca subacquea è vietata nella riserva. Per dettagli aggiornati su zonazione, campi boe e tariffe conviene consultare il Parco Nazionale del Gargano prima della stagione.
Da dove partire e consigli pratici
Chi non arriva con la propria barca raggiunge l'arcipelago dai porti del Molise e del Gargano. Le distanze indicative dalle coste sono:
- Rodi Garganico — circa 20 miglia, lo scalo più vicino
- Termoli — circa 22 miglia, l'unico collegamento attivo tutto l'anno
- Peschici — partenze stagionali; la distanza indicativa varia tra 25 e 32 miglia a seconda del porto di approdo
- Vieste — circa 32 miglia, la più lontana, stagionale
I traghetti approdano a San Domino e San Nicola. Chi naviga in proprio deve fare i conti con i venti adriatici: la bora da nord-est e lo scirocco da sud-est sono i due regimi che alzano onda più velocemente. Il canale tra San Domino e San Nicola offre ridosso a seconda della direzione del vento — ci si sposta sul lato sottovento dell'arcipelago quando rinforza.
- Controllate le previsioni a 48-72 ore: l'Adriatico cambia in fretta e i ridossi sono pochi.
- Prenotate o individuate i campi boe nelle zone consentite; tenete l'ancora come riserva solo su fondali sabbiosi fuori dalla posidonia.
- Pianificate il giro delle grotte e l'immersione su Capraia con mare calmo, di mattina.
- Tenetevi alla larga da Pianosa: è Zona A, accesso vietato.
Se il meteo gira, l'arcipelago è compatto: in poche miglia si passa dal lato esposto a quello riparato. Programmate le tappe a riva nelle finestre di bonaccia e usate i giorni ventosi per le visite a terra a San Nicola.
Il nome "Grotta del Bue Marino" non c'entra con i bovini: "bue marino" è il nome popolare della foca monaca mediterranea, che un tempo si rifugiava in queste cavità. La specie è oggi rarissima, ma il toponimo è rimasto a ricordarne il passaggio.
Domande frequenti
Si può ancorare liberamente alle Isole Tremiti?
No. L'arcipelago è una riserva marina con zonazione. Nelle zone dove l'ormeggio è consentito si usano i campi boe predisposti, per non danneggiare i fondali. L'ancoraggio libero è limitato; intorno a Pianosa è del tutto vietato. Verificate la zonazione aggiornata sul sito dell'Ente Parco Nazionale del Gargano.
Si può visitare Pianosa in barca?
No. Pianosa rientra nella Zona A di riserva integrale: accesso, navigazione e balneazione sono vietati, anche per la presenza di ordigni bellici inesplosi sui fondali. È ammessa solo la ricerca scientifica previa autorizzazione dell'Ente Parco Nazionale del Gargano.
Dove si trova la statua sommersa di Padre Pio?
Nelle acque dell'isola di Capraia, a circa quattordici metri di profondità. È una statua bronzea posata sul fondale nel 1998 ed è una delle immersioni più note dell'Adriatico, raggiungibile anche con un semplice tuffo da snorkeling esperto nelle giornate limpide.
Da quali porti si parte per le Tremiti?
Dai principali porti del Gargano e del Molise: Termoli (circa 22 miglia, l'unico collegamento attivo tutto l'anno), Rodi Garganico (il più vicino, circa 20 miglia), Peschici (stagionale, con distanza indicativa tra 25 e 32 miglia) e Vieste (circa 32 miglia, stagionale). I traghetti approdano a San Domino e San Nicola.
Quali venti bisogna temere alle Tremiti?
In Adriatico i due regimi principali sono la bora da nord-est e lo scirocco da sud-est, che alzano onda rapidamente. L'arcipelago è compatto: ci si sposta sul lato sottovento per trovare ridosso. Conviene controllare le previsioni a 48-72 ore e programmare le soste a riva nelle finestre di mare calmo.
Fonti
- Ente Parco Nazionale del Gargano — Zonazione AMP Isole Tremiti
- Ente Parco Nazionale del Gargano — Area Marina Protetta Isole Tremiti
Informazioni verificate il 8 ottobre 2026. Norme, servizi e tariffe possono cambiare: controlla sempre le fonti ufficiali prima di partire.