Ormeggio

Gavitello e ormeggio a boa: come si fa

Ormeggiarsi a una boa sembra comodo: niente ancora da dare, niente fondo da leggere. Ma una boa è sicura solo quanto il corpo morto che ha sotto. Vediamo com'è fatto un ormeggio a boa, come si sceglie la boa giusta e come la si prende senza brutte figure (o danni).

Boa biconica bianca di ormeggio galleggiante in una baia con barca a vela sullo sfondo

Com'è fatto un ormeggio a boa

Un ormeggio a boa non è solo il galleggiante che vedi in superficie. È un sistema fatto di tre parti, e la parte che conta di più è quella che non vedi.

Quando ti leghi a una boa, in pratica deleghi tutta la tenuta a un sistema che non hai messo tu e che spesso non puoi ispezionare. Per questo la differenza più importante è capire di chi è quella boa.

Boa di un campo ormeggi vs gavitello tuo

In un campo ormeggi gestito (aree marine protette, baie attrezzate) le boe sono dimensionate, manutenute e periodicamente controllate dal gestore: in genere paghi e ti fidi, ed è la situazione più sicura. Un gavitello tuo, su un corpo morto che hai posato o ereditato, è sotto la tua responsabilità: sei tu a doverne conoscere peso, catena e stato dei grilli. Una boa trovata libera in rada, di nessuno, è la più rischiosa: non sai cosa c'è sotto.

Come scegliere la boa giusta

Se la boa serve solo a segnalare qualcosa in superficie (un pedagno, la fine di una cima, una rete), basta una boa biconica piccola e ben visibile. Se invece deve reggere un ormeggio, il parametro chiave è la spinta, cioè quanti kg di galleggiamento offre.

DiametroSpinta indicativaUso tipico
Ø 220 mmcirca 8 kgsegnalazione, ormeggio molto leggero (tender, gommoncini)
Ø 270 mmcirca 13 kgormeggio leggero, gommoni e piccole barche
Ø 320 mmcirca 25 kgormeggio di barche più impegnative

La regola pratica: la boa deve avere spinta sufficiente a tenere a galla il peso della catenaria più il tiro della tua barca, senza affondare quando il vento aumenta. Per un corpo morto importante e barche di una certa stazza non si usano biconiche, ma gavitelli da ormeggio heavy duty (tipo GIANT), grandi e robusti, fatti apposta per non essere risucchiati sotto.

Nel dubbio, scegli una spinta più generosa del minimo: una boa sottodimensionata viene tirata sott'acqua dagli strappi e diventa difficile perfino da agganciare.

Come arrivare e prendere la boa

La manovra di presa è semplice ma va fatta lenta. L'errore classico è arrivare troppo veloci e mancare la boa, oppure passarci sopra.

Chi è al timone deve restare in comunicazione con chi è a prua e dare brevi colpi di motore solo per correggere, mai per inseguire la boa.

Come legarsi in sicurezza

Una volta agganciata la presa, non fermarti al primo nodo. La regola d'oro: passa la tua cima nell'anello e riportala a bordo, in modo da avere entrambi i capi sulla barca. Così la cima lavora doppia, non dipendi da un nodo solo e a mollare ti basta filare un capo senza dover tornare a prua.

  1. Aggancia. Recupera l'anello o la grippia della boa col mezzo marinaio.
  2. Passa la cima. Fai passare un capo della tua cima d'ormeggio dentro l'anello della boa.
  3. Rimanda a bordo. Riporta lo stesso capo sulla barca e dài volta a una bitta: ora hai un anello chiuso.
  4. Raddoppia se resti. Se sosti a lungo o c'è vento, metti una seconda cima di sicurezza sullo stesso anello.

Non fidarti mai di una catenaria sconosciuta con maltempo previsto. Una boa di nessuno, o un corpo morto di cui non conosci lo stato, può reggere col bel tempo e cedere alla prima raffica seria: con vento forte in arrivo, meglio dare fondo con la tua ancora o entrare in porto.

Cosa controllare

Se la boa è tua, l'ispezione periodica è ciò che fa la differenza tra un ormeggio sicuro e una brutta sorpresa.

Su una boa altrui questi controlli non puoi farli: ragione in più per fidarti solo di campi ormeggi gestiti e tenere la tua ancora pronta come piano B.

La chicca del marinaio

Arriva sempre prua al vento o alla corrente, con la cima già pronta in mano: la barca rallenta da sola e resti padrone della manovra. Se sei solo, prepara una cima a metà nave con cui agganciarti al primo passaggio, così trattieni subito la barca e poi sistemi l'ormeggio a prua con calma.

Domande frequenti

Che spinta deve avere la boa per la mia barca?

Dipende dal peso della catenaria più il tiro della barca col vento. Una biconica Ø220 (circa 8 kg) va bene solo per segnalazione o tender, la Ø270 (circa 13 kg) per ormeggi leggeri e gommoni, la Ø320 (circa 25 kg) per barche più impegnative. Per corpi morti importanti si usano gavitelli heavy duty dedicati. Nel dubbio, scegli una spinta più generosa.

Posso fidarmi di una boa che non conosco?

Solo se è di un campo ormeggi gestito, dove le boe sono dimensionate e manutenute. Una boa trovata libera in rada, di nessuno, è la più rischiosa: non sai cosa c'è sotto, e può cedere con vento forte. In quel caso meglio dare fondo con la tua ancora.

Come prendo una boa se sono da solo?

Prepara prima tutto: mezzo marinaio pronto e una cima già passata a metà nave, vicino al baricentro, dove la barca si controlla meglio. Arriva lentissimo prua al vento, metti il motore in folle e aggancia la boa al primo passaggio con la cima pronta; poi, a barca trattenuta, vai con calma a sistemare l'ormeggio a prua.

Meglio boa o ancora?

Una boa di un campo ormeggi gestito è comoda e sicura e spesso obbligatoria in aree protette. Per il resto la tua ancora ben dimensionata, su un fondo che hai letto tu, ti dà più controllo: sai cosa hai sotto. Con maltempo previsto, fidati della tua ancora più che di una catenaria sconosciuta.

A cosa serve la grippia della boa?

È la cima di presa collegata al galleggiante che ti permette di afferrare l'ormeggio senza doverti sporgere fino all'anello sommerso. La recuperi col mezzo marinaio e poi ci passi la tua cima.

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