Idea viaggio · Sardegna

L'arcipelago di Tavolara in barca: la montagna che esce dal mare

Sembra un tavolo di calcare bianco appoggiato sull'acqua: Tavolara è una montagna alta 565 metri che spunta dal mare a poche miglia da Olbia. Intorno, l'Area Marina Protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo custodisce circa 15.000 ettari di mare e una costa che supera i 40 chilometri (fino a 76-80 chilometri secondo alcune fonti, contando l'intero litorale dei tre comuni rivieraschi), con Molara, Molarotto e alcune delle spiagge più belle della Sardegna. Navigarci è bellissimo, ma servono testa e regole chiare: ecco come farlo bene.

L'isola di Tavolara vista dal mare, con la sua inconfondibile sagoma a montagna e un cappello di nuvole
Foto: l'isola di Tavolara vista dal mare — Roberto Mura, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons (immagine ridimensionata)

Mappa © OpenStreetMap · tracciato indicativo, non per la navigazione

Perché Tavolara vale il viaggio

Tavolara non somiglia a nessun'altra isola del Mediterraneo. È un blocco di calcare lungo circa quattro chilometri che si alza verticale dal mare, con falesie a strapiombo sul versante orientale e una sottile lingua di sabbia, lo Spalmatore di Terra, sul lato verso la costa. È anche, curiosamente, sede di un "regno" privato legato alla famiglia Bertoleoni, una storia che i ristoranti dell'isola raccontano volentieri.

Attorno a Tavolara ruotano due isole minori: Molara, tondeggiante e granitica, con le sue celebri piscine naturali, e Molarotto, uno scoglio aspro che è il cuore protetto dell'arcipelago. Il tutto è racchiuso nell'Area Marina Protetta istituita nel 1997, un mosaico di fondali, posidonia e pareti sommerse tra i più ricchi della Sardegna nord-orientale.

Da dove partire

Il punto di partenza naturale è Porto San Paolo (Loiri Porto San Paolo), proprio di fronte a Tavolara, a una quindicina di chilometri a sud di Olbia. Da qui l'isola è davvero a un passo: i traghetti per lo Spalmatore impiegano una ventina di minuti, e per chi naviga in proprio la traversata è breve e riparata.

Le altre due basi comode sono Olbia, con i suoi porti e la possibilità di noleggio, e San Teodoro, più a sud, ideale se si vuole iniziare dal lato delle spiagge (Cala Brandinchi, Lu Impostu, Cala Coda Cavallo) e risalire poi verso l'isola. In tutti i casi si entra fin da subito nei confini dell'Area Marina Protetta, quindi conviene avere già chiare le regole prima di mollare gli ormeggi.

L'itinerario attorno all'arcipelago

Un giro classico in giornata, partendo da Porto San Paolo, può svilupparsi così:

  1. Spalmatore di Terra (Tavolara). La prima tappa è la spiaggia sul lato ovest dell'isola, l'unica parte abitata e visitabile, dove si trovano due ristoranti, un bar e l'info-point dell'AMP. Qui lo sbarco è consentito ed è il posto giusto per pranzare a riva.
  2. Lato sud ed est di Tavolara. Navigando sotto le falesie si gode la parete più spettacolare dell'isola, dove la montagna cade dritta in acqua. È un tratto da fare a velocità ridotta, ammirando dal mare senza avvicinarsi alle zone più protette.
  3. Molara e le sue piscine naturali. Proseguendo verso sud si raggiunge Molara, con i bassi fondali turchesi delle piscine naturali, una delle soste più amate delle escursioni.
  4. Le cale della costa. Sul versante di terraferma, verso Capo Coda Cavallo, si incontrano Cala Coda Cavallo e, più a sud, le celebri Cala Brandinchi e Lu Impostu, sabbia bianca e acqua bassissima con Tavolara sullo sfondo.

Resta fuori dall'itinerario, e deve restarci, lo specchio d'acqua attorno a Molarotto: è riserva integrale, ne parliamo qui sotto.

TappaCosa offreNota
Spalmatore di TerraSpiaggia, ristoranti, info-point AMPSbarco consentito
MolaraPiscine naturali, snorkelingRispettare la zonazione
Cala Coda CavalloCala riparataAncorare solo su sabbia
Cala Brandinchi / Lu ImpostuSabbia bianca, acqua bassaSpiagge a numero chiuso in alta stagione
Molarotto—Zona A: accesso vietato

Le regole dell'Area Marina Protetta

L'AMP è divisa in tre fasce, con regole diverse per ciascuna.

Zona A - riserva integrale. Comprende lo specchio d'acqua attorno all'isola di Molarotto. Qui sono vietati la navigazione, la balneazione e la pesca, sia professionale sia sportiva: l'accesso è riservato al personale di servizio e alla ricerca scientifica autorizzata, con sole immersioni guidate consentite su percorsi prestabiliti. In pratica: si resta fuori.

Zona B - riserva generale. Comprende vari tratti di mare, tra cui le fasce attorno a Tavolara e a Molara. Qui la navigazione è ammessa solo a piccole imbarcazioni e a velocità ridotta, non oltre i 10 nodi; l'ormeggio è consentito alle strutture predisposte e le immersioni sono regolate dall'ente gestore.

Zona C - riserva parziale. È la fascia più esterna e permette la navigazione, l'ormeggio regolamentato e le immersioni compatibili con la tutela dei fondali.

In zone B e C l'ancoraggio è vietato, tranne che su fondali sabbiosi o ciottolosi e nelle aree appositamente attrezzate. Tradotto: niente ancora sulla posidonia, la prateria sottomarina che protegge la vita del golfo. Sono inoltre vietati la pesca subacquea, le moto d'acqua e gli sport acquatici con attrezzature a rimorchio.

Consigli pratici per ormeggiare

Alcune accortezze rendono la giornata più semplice e rispettosa dell'ambiente:

Le regole di zonazione e di ancoraggio vanno rispettate sempre. Prima di partire, verifica con la segreteria dell'Area Marina Protetta eventuali tariffe o permessi in vigore per la navigazione diportistica: l'ente gestore risponde anche per dubbi su gavitelli e autorizzazioni.

Tavolara premia chi la naviga con rispetto: rallenta, scegli con cura dove fermarti e lascia il fondale come l'hai trovato. È questo il modo per goderla a lungo.

La chicca del marinaio

Tavolara è legata a una curiosa storia: nella prima metà dell'Ottocento la famiglia Bertoleoni ne fece un piccolo "regno", e ancora oggi sull'isola si racconta di Tavolara come del regno più piccolo del mondo. Il cimitero di famiglia, sull'isola, conserva le lapidi dei suoi "sovrani".

Domande frequenti

Serve un'autorizzazione per navigare nell'AMP di Tavolara?

Vanno sempre rispettate le regole di zonazione: in Zona A (attorno a Molarotto) la navigazione è del tutto vietata, in Zona B si naviga solo a velocità ridotta entro i 10 nodi. La pesca sportiva richiede un permesso. Per sapere se servono autorizzazioni o tariffe per la navigazione diportistica, conviene verificare prima della partenza con la segreteria dell'AMP.

Si può ancorare liberamente?

No. In zone B e C l'ancoraggio è vietato, tranne che su fondali sabbiosi o ciottolosi e nelle aree attrezzate. Non si ancora mai sulla posidonia, la prateria sottomarina protetta: cala l'ancora solo dove vedi sabbia chiara, oppure usa i campi boe gestiti dall'AMP.

Si può sbarcare a Tavolara?

Sì, lo sbarco è consentito allo Spalmatore di Terra, sul lato ovest dell'isola, l'unica parte abitata e visitabile. Qui ci sono due ristoranti, un bar e l'info-point dell'Area Marina Protetta. I tender vanno ormeggiati a pagamento ai pontili davanti ai ristoranti.

Da dove conviene partire?

Il punto di partenza più naturale è Porto San Paolo, proprio di fronte all'isola, a una quindicina di chilometri da Olbia: la traversata è breve e riparata. In alternativa si parte da Olbia o da San Teodoro, quest'ultima comoda se si vuole iniziare dalle spiagge di Cala Brandinchi e Lu Impostu.

Cosa non perdere durante il giro?

Lo Spalmatore di Terra per il pranzo a riva, la parete sud-est di Tavolara vista dal mare, le piscine naturali di Molara e, sulla costa, le spiagge di Cala Coda Cavallo, Cala Brandinchi e Lu Impostu, con sabbia bianca e acqua bassissima.

Fonti

Informazioni verificate il 8 ottobre 2026. Norme, servizi e tariffe possono cambiare: controlla sempre le fonti ufficiali prima di partire.

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